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Marseille

 

Capitale de la Rupture

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“Questa era la storia di Marsiglia.... un luogo dove chiunque, di qualsiasi colore, poteva scendere da una barca o da un treno, con la valigia in mano, senza un soldo in tasca, e mescolarsi al flusso degli altri. Una città dove, appena posato il piede a terra, quella persona poteva dire: Ci sono. È casa mia!”. Così Jan Claude Izzo descrive la sua Marsiglia. Una delle città più popolose e multietniche della Francia, luogo di passaggio, in continua evoluzione, ricca di contrasti e contradizioni: giovane, colorata, accogliente, intensa e allo stesso tempo dura, caotica, pungente come il Mistral, il vento freddo che la attraversa durante le giornate invernali.

Nel 2013  Marsiglia è stata  incoronata Capitale Europea della Cultura, insieme alla slovacca Kosice, cambiando ulteriormente volto. Durante quell'anno ha ospitato un programma ricchissimo di iniziative e eventi culturali che hanno coinvolto tutto il territorio della Provenza. Marseille-Provence 2013 si è presentava come un'occasione di rimodernamento urbano della città e per rivalutare la sua immagine.

Non tutto il coloratissimo popolo marsigliese però era a favore dell'evento. Infatti, di fianco a chi ha visto in MP 2013 delle nuove possibilità dl punto di vista lavorativo e economico, c'è anche una grossa fetta della poplazione che ne ha sempre denunciato la gestione e le speculazioni edilizie.

Tra gli scontenti soprattutto i giovani artisti indipendenti, i gestori dei piccoli teatri e delle piccole associazioni di Marsiglia che da anni sopravvivono solo grazie alla loro tenacia e passione. Sono loro l'anima della cultura marsigliese, frutto di continue influenze e contaminazioni multietniche. Una cultura che nasce dal basso, dalla strada, da quella “rue” di cui parla spesso anche Kany Arcana (famosa cantante rap marsigliese) nei testi delle sue canzoni. La lamentela più ricorrente è che mentre da un lato il Comune nega aiuti e sostentamenti ad artisti e piccole associazioni (tra le tante l'associazione culturale Kuzca costretta a chiudere la sua sede per mancanza di sovvenzioni), dall'altro i fondi europei per MP 2013 sono stati destinati a costosissime costruzioni edilizie, alla progressiva cementificazione di interi quartieri e a grandi eventi sporadici che hanno dato spazio più che altro ad artisti esterni alla città.